La Cattedrale di Cristo Re

La mostra, curata dai professori di Architettura del Liceo Artistico Cardarelli Pietro Fragasso e Paolo Manfredini, riguarda una delle opere di Architettura Moderna del nostro territorio che ha rappresentato e rappresenta tutt’oggi significative novità formali e strutturali.

Il progetto nato alla fine degli anni ’50 dall’idea dell’arch. prof. Adalberto Libera, sin dall’inizio in stretta collaborazione con l’arch. Cesare Galeazzi e sempre sostenuti dal Vescovo Mons. Giuseppe Stella, sostituì l’ormai anacronistico progetto del ’29 Del Giudice-Cadorin; fu subito provocatorio di vivaci dibattiti non solo nel mondo dei progettisti e dei critici d’arte di livello internazionale ma anche tra i semplici cittadini ed il loro modo di intendere la rinascita della Spezia. Ma fu soprattutto grazie al responsabile impegno culturale e professionale di Cesare Galeazzi, curatore – dopo la morte del suo collega – sia del progetto esecutivo che della direzione dei lavori, che l’idea di Adalberto Libera divenne realtà.

Il confronto tra i progetti succedutisi nell’arco di non pochi decenni, prima e dopo la 2^ Guerra Mondiale, permette dunque oggi di leggere un’epoca e le sue contraddizioni, ma testimonia anche lo slancio positivo e coraggioso di uomini ed istituzioni verso la società che si stava evolvendo.

L’allestimento della mostra è stato possibile grazie alla disponibilità del Museo Diocesano e dell’Archivio di Stato spezzini che hanno messo a disposizione i carteggi ed i progetti originali, nonché grazie ai contributi della Curia Diocesana e del Comune della Spezia, tutti riconoscendo il valore storico e l’eccezionalità architettonica del soggetto messo a tema.

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LA BUONA PRATICA: il concerto dell’inaugurazione

Come consuetudine, l’inaugurazione della mostra La buona pratica di Enrico Imberciadori è accompagnata da un concerto del Liceo Musicale Cardarelli.

Il brano scelto è l’aria “Se l’aura spira tutta vezzosa” di Girolamo Frescobaldi (organista del serenissimo Gran Duca di Toscana, Ferrara 1583 Roma 1644).

Questa tipologia di brani veniva scritta in modo tale che fosse eseguibile da molte varietà di organici strumentali. Per il nostro appuntamento sentiremo un esecuzione per soprano, due violini e basso continuo:

Eloisa Iori III M Soprano

Francesca Cozzani III M Primo Violino

Elisa Cavallini III M Secondo Violino

Marta Viola III M Contrabbasso

Si ringraziano i docenti F.Coppelli violino, E.Prosperi canto, D.Grandi contrabbasso.

La nuova mostra del Las: LA BUONA PRATICA di Enrico Imberciadori

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Questa mostra attraversa diacronicamente tutto il lungo percorso di Enrico Imberciadori, nato nel 1937 alla Spezia dove vive e opera. Da un lato, nei vari periodi si rispecchiano puntualmente le tendenze prevalenti a livello europeo, dall’informale al realismo sociale alle tecniche sperimentali dei decenni recenti; dall’altro le variazioni tematiche sono riassorbite da una continuità stilistica fondata su una sorvegliata spontaneità e su una rettitudine dello spirito che traspare da tutti i lavori. L’apparente semplicità delle composizioni è smentita dal rincorrersi di particolari eccentrici e prospettive sghembe, sottili spiazzamenti realizzati con soave leggerezza. Si rinvengono mille e nessun riferimento, all’insegna dello scherzo giocoso e pensoso allo stesso tempo: Chagall, Picasso, Derain, Klee; Sironi, Gentilini, Rotella… E varia è anche la tecnica, quasi sempre mista, che va dall’aggrumarsi denso dei colori al segno netto e scandito delle belle xilografie. Restano costanti la fedeltà  alle immagini paesistiche della sua città, della Val di Vara e Val di Magra e l’interesse per le problematiche umane, sociali, ambientali del nostro tempo.

Enrico Imberciadori è stato Segretario provinciale del Sindacato Artisti FIDA-CISL dal 1979 all’81, presidente dell’UCAI della Spezia dal 1989 al 2007 ed attualmente fa parte del Consiglio Direttivo Nazionale dell’UCAI ed è membro della Commissione d’Arte Sacra per la Diocesi della Spezia. Nel 2013 ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per la sua attività artistica.

 

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